Molti considerano le arti un hobby o un lusso. E se invece fossero una vera e propria risorsa per il nostro benessere? Se avessero un effettivo potere curativo, come tramandano i racconti della medicina araba e di quella ayurvedica?
Daisy Fancourt, ricercatrice pluripremiata e autorità indiscussa nel rapporto virtuoso tra arti e salute, attraverso solide evidenze scientifiche, illustra il potere trasformativo di questo binomio. I numerosi studi passati in rassegna mostrano che le canzoni favoriscono lo sviluppo strutturale del cervello nei bambini; che arte visiva e musica riducono depressione, stress e dolore con effetti paragonabili a quelli dei farmaci; che la danza costruisce nuove connessioni neurali dopo traumi cerebrali; che frequentare concerti, mostre e spettacoli abbassa il rischio futuro di isolamento e fragilità; e che le attività artistiche ritardano il decadimento cognitivo e sono utili in caso di malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.
Soprattutto, Fancourt ci svela gli strumenti più efficaci per curarci in modo sano. Basata sulle ricerche più avanzate in neuroscienze, psicologia, immunologia, fisiologia, scienze del comportamento, epidemiologia, e arricchita da testimonianze toccanti, L’arte che cura è una guida pratica essenziale e coinvolgente per costruire la nostra personale “prescrizione artistica”.
Con una prefazione di Pier Luigi Sacco, Catterina Seia e Annalisa Cicerchia.
La traduzione dell’opera è stata realizzata grazie al contributo del SEPS – Segretariato Europeo per le Pubblicazioni Scientifiche.